venerdì 12 agosto 2011

Toekomst

Il caos in testa. La bomba in testa.
Apprezzi di più casa quando sei lontana, quando manchi per settimane.
Non credevo che avrei mai chiamato "casa" l'Italia. Non l'ho mai considerata tale. Mentre ero in Olanda, ho avvertito una strana sensazione di benessere. Un'emozione mai provata prima.
Ma non so se voglia dire qualcosa.
Sono stanca di non sentirmi a casa in nessun posto. La stanza in viale Etiopia a Roma è stata "casa" per quasi due anni. Lì stavo bene, così bene. Non in via Migiurtinia, non a Modena, non qui, non a Manfredonia. Avrei bisogno di un posto effettivamente mio. E penso che non lo troverò ancora per molto, molto tempo. Mi fa paura, mi fa star male, mi fa sentire persa, senza un posto in cui tornare. Non è una cosa che ha a che fare con le persone. Le persone, le mie persone, sono splendide ovunque esse siano; è un problema mio. Una mia necessità. Avere un posto in cui tornare.
Ho migliaia di posti in cui andare, ma neanche uno in cui tornare. E mi fa male. Così male.
Ho tutto ciò che amo infilato in scatole, borse, sacchetti..come se la mia intera anima fosse in una scatola, senza poterla liberare. Come un gabbiano infangato di petrolio, che non riesce a spiccare il volo.
Probabilmente è solo il periodo. Probabilmente è solo paura per un futuro non ancora organizzato. Ma non ho una strada. E mi terrorizza.
Ma molto più probabilmente è un abbraccio che manca da troppo tempo, un odore, un bacio alle sei del mattino.
Il caos in testa. Un buco nello stomaco.
E una lacrima che non si decide a scendere giù.

sabato 12 marzo 2011

Zucht

Forse non è così difficile tirare un sospiro di sollievo. Smettere di pensare per un attimo. Sentire che un piccolo sorriso ti appare in volto. Non è difficile amare una canzone che ti ha spezzato il cuore poco tempo fa, non è difficile trasformarla da sbagliata a giusta. Basta sentire che il tuo cuore batte per l'emozione, e non per il dolore.
Riprendere a volersi bene, ad amare se stessi. Trovare uno stimolo che ti faccia sentire viva, seppur stanca. Trovare un ricordo felice nel quale Lei era ancora viva e ti sorrideva, ti prendeva in giro con quei suoi occhi luminosi, giocava con le bambole, correva in mezzo al prato. E pensare che adesso è come in quel ricordo. Felice, viva, mentre grida e canta. Sentire che è quello che hai sempre creduto. Una piccola farfalla.
Chiudi gli occhi, affacciati alla finestra e senti il profumo del tuo mare. E incredibile, ma vero, lo sento..in mezzo a una metropoli, in mezzo al traffico, all'ottavo piano di un grattacielo del centro. Anche qui, può arrivare l'odore del mare a prendermi. Forse è solo astinenza, ma intanto l'aria carica di sale la sento. E molto probabilmente è questo che mi ha fatto respirare dopo l'apnea forzata. O forse sono stata io stessa, a volermi scuotere e a tuffarmi in mille cose nuove, tra fatica, sonno e stimoli sconosciuti. Dal buio dei fantasmi del passato sono passata alle Aste del Caffè, al Belgio, alla Germania, all'Ungheria, a Kiev, a Mosca, all'Indonesia. Con un libro, una canzone. Ho trovato compagnia in un sensale, in una scrittrice e un imperatore.
Va bene così, per adesso. Non so per certo chi o cosa mi abbia salvata questa volta, se la culture, me stessa o il Mare. So solo che sono stata salvata, o che mi sono salvata.
Una cosa è certa, tornerò il prima possibile a ciò a cui appartengo. Perché mi aspetta. Perché mi chiama.

Maybe I'm too young
To keep good love from going wrong
But tonight, you're on my mind so
You never know.

martedì 15 febbraio 2011

"Resisti, dolce Elise.."


video

Regression

Close your eyes and begin to relax.
Take a deep breath, and let it out slowly.
Concentrate on your breathing.
With each breath you become more relaxed.
Imagine a brilliant white light above you, focusing on this light as it flows through your body.
Allow yourself to drift off as you fall deeper and deeper into a more relaxed state of mind.
Now as I count backward from ten to one, you will feel more peaceful, and calm.
10...9...8...7...6...
You will enter a safe place where nothing can harm you...
5...4...3...2...
If at any time you need to come back, all you must do is open your eyes.
..1.

lunedì 14 febbraio 2011

Wanorde.

Ucciderei per..per qualcosa..qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa che non sia tutto questo. Confusione, parole fino alle 4 di notte, sigarette, birra, vomito. Gli Staind e Jeff Buckley. Ucciderei. Per un sorriso, un abbraccio, una compagnia, della frutta e Cristiano De Andrè..che mi dice che "passeranno poi tutte le cose, nel bene e nel male." Ucciderei per il silenzio in testa e per il casino fuori. Il contrario di tutto questo. Ucciderei per la sicurezza. Ucciderei per sapere cosa fare. Uccidere per sapermi prendere cura di me stessa e di..beh, sai di chi, Elisewin.
I don't wanna bleed for you.
Confusione..stramaledetta confusione. Il mio regno per un bacio sulla sua spalla.
Confusione. Umore malandato. Sentimenti in pasto ai cani. E il telefono squilla..ma io non rispondo. Penseranno che sia morta. E forse lo sono. O forse ci sono vicina. Più che altro sono vicina all'autodistruzione. Alla musica sbagliata, alle poesie sbagliate, ai pensieri e alle parole sbagliate.
Confusione. Se solo trovassi il coraggio di distrarmi, di non pensare allo schifo che mi sto procurando da sola. Tutto da sola. Tutto in questi attimi è perduto. La sicurezza, la speranza, la forza che ho sempre avuto. Unico problema: solo io posso tirarmi fuori. Tirarmi fuori dalla malinconia, dai ricordi, dal buio, dal ghiaccio. Perché tutto questo è ghiaccio. Aspetto nel ghiaccio che mi sono conservata da sola. Piena di memorie orrende, di fantasmi che risaltano fuori, di vecchie insicurezze. Grace dice "Aspetta nel fuoco.." ma tutto il fuoco che mi caratterizza adesso sembra spento. E dio solo sa come lo riaccenderò. Stupida solitudine forzata. Stupida compagnia che manca, stupida dipendenza dal questo odioso genere umano. Stupida sindrome bipolare, idee che cambiano costantemente. Che confondono, che non delineano niente.
Chissà se arriverà il conforto delle parole giuste.
Ma forse sono solo ubriaca.

domenica 7 novembre 2010

Houden van jezelf

Sì che ti ho riconosciuto qui dagli occhi
che gia non vedevano cosi lontano,
quando un palloncino ti scappo' di mano
e volo' e volasti pure tu.
Sì, sei tu gli stessi identici occhi miei
ma in grande forse solo con un po' di piu' d'incanto.
Son cresciuti intanto e pieni di domande,
son rimasti miopi fino a qui..
Siamo sì, vivi anche se un po' cambiati.
Siamo morti e poi piu volte noi rinati
come fingevamo se stavamo giu sotto la coperta,
come fiamma saltavamo su nella scoperta
del sorriso sul viso di mamma..
A Clà. Lì ho lasciato te cosi, per un altro me.
Ma sì, sono stato troppo via
con questa troppa nostalgia di me quand'ero te.
A Clà. Tu si che eri un re, io no mai piu come te.
Noi che trovavamo tutto e niente
e adesso c'è niente in tutto e nessun re.
Vedi, questo telo alzato tra noi due e' la vita
che tu hai sempre visto come un bel ricamo.
Io di qua da uomo so la trama ordita,
odio e amo tra i suoi no e suoi sì.
Siamo qui, forse appena un po' piu' stanchi.
Fieri perché no di quei capelli bianchi
a implorare il tempo come un tempo in cui c'era la paura..
della mano di papa' prima della puntura
e di una porta aperta piano piano..
A Clà. Come è andata poi? Sai se abbiamo vinto noi?
Perché io so solo che con te di nuovo so sorridere..
e un giorno imparero' anche a vivere..
A Clà. Ci risiamo già..lo so che e' finita qua.
Io ero lì, per riprenderti e dovrò riperderti..
Chissà, se ci rivediamo a Clà..
Forse un tempo, forse là..
Quando ci riandiamo a Clà.

mercoledì 22 settembre 2010

Geluk

Pub. Tanta gente. E sono tutti così..sorridenti. Sembrano felici. Perchè la gente esce? Perchè sorride così quando esce? Se non sono felici per lo meno lo sembrano. Sereni, quieti, tranquilli. Escono per trovare questa stramaledetta e così ricercata tranquillità. Come fanno? Come fanno a trovarla in mezzo a tutto questo caos, senza silenzio? Con musica veloce, rumorosa che si ripete per ore? E con così tante persone attorno..Forse proprio stando in mezzo a gente tranquilla, sorridente e apparentemente felice riescono a trovare la serenità. Si faranno influenzare dagli altri.
Una birra, quattro chiacchiere, confusione e una sigaretta ogni quarto d'ora comandato. Forse a loro basta questo. Evidentemente a loro non serve un libro, silenzio o il tepore e la familiarità della loro canzone del cuore. Un bacio al proprio ragazzo, un'occhiata a una bella donna e basta. Sembra tutto così facile, così accessibile, la felicità.
Così accessibile la felicità. La serenità.
Due tavoli, del rumore e una tv muta, messa lì solo per essere guardata e non ascoltata. Ascoltare. Si ascoltano tra loro? O parlano senza assorbire i concetti dei loro interlocutori? I loro sono concetti o parlano solo di conquiste infinitamente banali? Di ubriacature colossali o di datori di lavoro detestati? Si conoscono tra di loro? Hanno 20, 30 anni..si conoscono tra di loro? E soprattutto conoscono loro stessi?
Sembra così semplice la vita, un sabato sera in un pub..
Così accessibile la felicità..
Tranquilli. Sorridenti. Sereni.
E io..io sto qui..a strappare pezzi di carta sul tavolo.